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Educazione alla pace: convegno a Monza PDF Stampa E-mail
Educazione alla pace: questo il tema del convegno che si terrà sabato 22 settembre, presso l’Urban Center - Binario 7 a Monza, dalle ore 9.30 alle 12.30, aperto al pubblico con entrata libera e dibattito finale. Il convegno è promosso dalla UPF insieme alla Federazione delle Donne per la Pace, in occasione della Giornata Internazionale per la Pace e la Risoluzione dei Conflitti nel Mondo, indetta dalle Nazioni Unite per il 21 settembre di ogni anno. L’evento gode dell’adesione e del patrocinio del Comune di Monza, che sarà rappresentato al convegno dall’Assessore all’Istruzione Pierfranco Maffè, e della Provincia Monza Brianza, mentre ne saranno i conduttori Carlo Chierico, presidente della UPF Monza, e Luca Geronico della redazione Esteri del quotidiano Avvenire. Tra i relatori vi saranno il teologo e scrittore Brunetto Salvarani, che presenterà il suo nuovo libro “teologia per tempi incerti”; il monaco buddista Cesare Milani; il senatore Roberto Rampi, tra i promotori in Italia dell’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace; Fabrizio Annaro, fondatore e direttore del giornale online “il dialogo di Monza”; un membro della Fraternità del Sermig - Arsenale della Pace di Torino, fondato da Ernesto Olivero;  il regista e responsabile teatrale Corrado Accordino; Wesam El Husseiny e Godwin Chionna, che presenteranno nuovi progetti per i giovani di integrazione sul territorio; mentre Ettore Fiorina e un gruppo di ragazzi si esibiranno in performance poetiche e artistiche sui temi della pace e dei diritti umani. L’obiettivo dell’incontro è promuovere con forza la pace come il “diritto per eccellenza”, da perseguire con volontà e determinazione, per garantire un futuro sicuro e prospero all’intera famiglia umana, nella consapevolezza che la pace è molto di più che l’assenza di guerra. Tra l’altro quest’anno cade il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. La pace e i diritti umani vanno pensati e voluti per essere realizzati, operare per la pace ha a che fare con la coscienza individuale, il convegno vuole essere un momento di condivisione di buone pratiche e di riflessione per poi agire insieme, nella convinzione che educare alla pace è possibile. 00-volantino-convegno-2018
 
Trofeo della Pace 2018, di Francesca Radaelli sul giornale online Il Dialogo di Monza PDF Stampa E-mail

Una giornata di sport, agonismo e divertimento. Domenica 24 giugno presso lo stadio Sada di Monza, alla presenza di un numeroso pubblico di tutte le età, si è svolta la tredicesima edizione del Trofeo della Pace, con il torneo interetnico di calcio a 7 giocatori promosso dalla UPF Monza insieme al comitato brianzolo della UISP e con il patrocinio del Comune di Monza.

Così, mentre a Mosca – e in Russia — sono in corso i campionati mondiali di calcio che hanno visto la clamorosa non qualificazione della Nazionale italiana, a Monza, per un giorno, le nazioni e le lingue si sono mescolate tra loro. E le maglie di colori diversi sono diventate i simboli di un’appartenenza che va oltre e ‘integra’ quella della nazione di ognuno dei partecipanti alla manifestazione.

Foto di gruppo con i partecipanti

L’appartenenza a un percorso formativo, per i ragazzi della CMR 50, la squadra del Centro Mamma Rita di Monza, e per i giocatori del CPIA Monza, il team del Centro Permanente Istruzione Adulti, fortemente promossa dalla professoressa Maria Antonietta Mancuso. Ma anche per i Black United dell’associazione InRelazione di Brugherio, coordinata da Valeria Corbetta.

L’appartenenza a un contesto abitativo comune per i giocatori dell’Atletico XX Settembre e dello Spallanzaska, le due squadre di richiedenti asilo ospitati rispettivamente nel centro di via XX Settembre e nel centro Spallanzani di Monza, e coordinate da Tommaso Castoldi del Consorzio Comunità Brianza.

Infine, per l’ultima squadra in gara, la UPF Sport for Peace, l’appartenenza a un’organizzazione l’Universal Peace Federation, che unisce le diverse nazionalità in una prospettiva comune di pace.

Ospite speciale dell’edizione di quest’anno la squadra dei Lions Corelli del Centro di via Corelli di Milano che hanno giocato una “partita dell’accoglienza” contro una selezione di giocatori del Trofeo della Pace. Altra importante novità rispetto alle scorse edizioni è stata inoltre il pranzo insieme a cui hanno partecipato tutti i giocatori: pasta al pomodoro cucinata sul posto e crostate di frutta, fatte in casa e portate dai volontari. Un’ulteriore occasione per favorire la conoscenza reciproca, l’amicizia e l’integrazione tra i giovani partecipanti al torneo: circa un centinaio, di tante nazionalità, culture e tradizioni diverse, ma residenti su uno stesso territorio.

I Lions Corelli insieme alla selezione del Trofeo della Pace prima della partita dell’accoglienza

Testimonial dell’edizione di quest’anno è stato Paolo Monelli, ex calciatore che ha giocato, tra le altre, 167 partite in serie A, la maggior parte con la maglia della Fiorentina. Insieme a lui erano presenti per le finali e le premiazioni Andrea Arbizzoni, Assessore allo Sport del Comune di Monza, Desirè Chiara Merlini, Assessora alle Politiche Sociali, Carlo MilvaGaetano Galbiati del Fiammamonza, oltre a Carlo Zonato, Presidente della UPF Universal Peace Federation Italia.

Particolarmente belle e combattute le partite delle finali. La squadra del CMR 50, i giovani del Centro Mamma Rita di Monza, integrati da alcuni amici, ha conquistato il terzo posto battendo per 5 a 4 i pur forti ragazzi della squadra dei Black United di Brugherio, mentre il giovanissimo centravanti del CMR 50, Cheikh Dokhane, originario del Senegal, è stato premiato come miglior giocatore del torneo.

Da sinistra Paolo Monelli, Cheikh Diokhane, premiato miglior giocatore e Antonio D’Ovidio, allenatore CMR50

La finalissima per il primo posto ha visto prevalere per 2 a 0 la squadra dello Spallanzaska contro i ragazzi del CPIA, in una partita in bilico fino alla fine: proprio negli ultimi minuti il CPIA non è riuscito a segnare il goal del possibile pareggio, che avrebbe portato le squadre ai rigori, e nell’azione successiva c’è stato il raddoppio dello Spallanzaska, che ha chiuso la partita. Proprio il portiere della squadra vincitrice del Trofeo,  il giovane richiedente asilo Adams Mohamed, è stato premiato come miglior portiere.

Spallanzaska: la squadra vincitrice

Al termine, l’Assessore allo Sport del Comune di Monza Andrea Arbizzoni ha espresso il ringraziamento agli organizzati per questa edizione del Trofeo della Pace, iniziativa definita come una delle migliori sul territorio brianzolo per il sui mix di sport, giovani e integrazione, mentre Carlo Chierico, Presidente della UPF Monza e anima del torneo, ha voluto ricordare i percorsi di pace portati avanti dall’associazione, che sono ben evidenziati da questo torneo interetnico, che rispecchia i valori sui cui si poggia la visione della Universal Peace International, ONG attiva in tutto il mondo.

Intanto è già stata ufficializzata la nuova edizione al femminile del Trofeo della Pace, con il torneo interetnico di pallavolo che si terrà a settembre.

Di seguito riportiamo i risultati delle partite:

GIRONE A

Spallanzaska VS UPF 1-0

Black United VS UPF 1-0

Spallanzaska VS Black United 1-0

GIRONE B

CMR 50 VS CPIA Monza 1-0

Atletico XX settembre VS CPIA Monza 0-2

Atletico XX settembre VS CMR50 2-1

Finale 5°-6° posto

UPF VS Atletico XX settembre 3-4

Finale 3°-4° posto

Black United VS CMR50 4-5

Finale 1°-2° posto

CPIA Monza VS Spallanzaska 0-2

 
Allo Spallanzaska il Trofeo della Pace 2018 PDF Stampa E-mail

E alla fine il Trofeo della Pace 2018 è stato vinto dalla squadra Spallanzaska che ha battuto 2 a 0 i pur fortissimi giovani del CPIA Monza in una finale bellissima e molto combattuta, infatto il secondo gol è arrivato solo nei minuti finali della partita, dopo che il CPIA era stato vicinissimo al pareggio. Allora dedichiamo la prima pagina ai vincitori del Trofeo con la foto della premiazione, insieme a Paolo Monelli, ex giocatore di serie A con la Fiorentina, e a Carlo Chierico, Presidente della UPF Monza. A breve verrà pubblicato un resoconto completo e i risultati di tutte le partite.

spallanzaska

 
Trofeo della Pace 2018: il programma di domenica 24 giugno PDF Stampa E-mail

ll Trofeo della Pace 2018, torneo interetnico di calcio a 7, si terrà domenica 24 giugno presso lo stadio Sada di Monza, zona stazione FS – piazza Castello, con entrata libera. A questa tredicesima edizione parteciperanno 6 squadre: CMR 50, i ragazzi del Centro Mamma Rita, vincitori dell'anno scorso - Atletico XX Settembre - Black United - CPIA Monza - Spallanzaska - UPF Sport for Peace.

La giornata prevede alle 9.30 il sorteggio dei 2 gironi all'italiana e a seguire, fino alle 12.30 circa, le 6 partite di qualificazione, poi ci sarà la sosta per il pranzo insieme, mentre questo sarà il programma del pomeriggio:

ore 15.00 finale per il quinto posto

ore 16.00 finale per il terzo posto

ore 17.00 finale per il primo posto

ore 18.00 premiazioni con coppe per le squadre vincitrici, medaglie e gadget per tutti i giocatori.

Testimonial dell'edizione di quest'anno è Paolo Monelli, ex calciatore che ha giocato, tra le altre, 167 partite in serie A, la maggior parte con la maglia della Fiorentina. Insieme a lui saranno presenti per le finali e le premiazioni Andrea Arbizzoni, Assessore allo Sport del Comune di Monza e Carlo Zonato, Presidente della UPF Universal Peace Federation Italia.

Come negli anni passati, la UPF Monza, insieme al Comitato brianzolo della UISP, che ne sono i promotori, desiderano dare la possibilità, con il Trofeo della Pace, di praticare lo sport preferito a giovani di tante nazionalità, culture e tradizioni diverse, ma residenti su uno stesso territorio, e attraverso di esso favorire la conoscenza reciproca, l'amicizia e l'integrazione.

Si ringraziano la Società Sportiva Juvenilia Fiammamonza per la concessione del campo di allenamento e dello stadio Sada, il Centro Mamma Rita di Monza per l'appoggio e la collaborazione, il CONI Lombardia, il Comune di Monza e i tanti Comuni della Brianza che hanno aderito all'iniziativa e concesso il patrocinio.

Un ringraziamento speciale a Martino Cazzaniga della UISP Monza Brianza, Gaetano Galbiati della Fiammamonza, i volontari Antonio D'Ovidio, Federico De Grandis e Godwin Chionna che hanno allenato alcune delle squadre partecipanti, il dottor Salvatore Arcidiacono che ha visitato gratuitamente i giocatori, la prof.ssa Maria Antonietta Mancuso del CPIA Centro Permanente Istruzione Adulti di Monza.

Per info: Carlo Chierico, tel. cell 3930077700 mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

trofeopace2018

 

 

 
Non solo sport: a Monza il Trofeo della Pace è integrazione (da MBnews) PDF Stampa E-mail

Domenica 24 giugno torna allo stadio Sada di Monza il Trofeo della Pace, torneo di calcio interetnicoco. Alla giornata, organizzata dalla UPF Monza Brianza, parteciperanno calciatori residenti delle più disparate nazionalità e provenienze, testimoni dell’etica dello sport e della voglia di fare del calcio un incontro solidale.

Questa tredicesima edizione, proposta in collaborazione con la UISP brianzola, l’Unione Italiana Sport per Tutti, e con il patrocinio del CONI Lombardia, del Comune di Monza e di altri Comuni del territorio, sarà quindi un mix tra sport, educazione ed integrazione.

Quest’anno il Trofeo della Pace coinvolgerà oltre 150giovani e a settembre ci sarà l’appuntamento con il torneo interetnico di pallavolo femminile.

Testimonial del torneo di calcio a 7 maschile è Paolo Monelli, ex giocatore che, dopo aver esordito con la maglia del Monza in serie B vantando 150 presenze, ha continuato in serie A con la Fiorentina. Monelli sarà presente alle finali e premierà i giocatori insieme ad Andrea Arbizzoni, Assessore allo Sport del Comune di Monza.

Parteciperanno inoltre anche gli studenti delle scuole superiori, per ampliare la valenza educativa di quest’incontro sportivo, e diverse squadre formate da giovani richiedenti asilo di varie nazionalità. In campo scenderanno anche i ragazzi del CMR 50, il Centro Mamma Rita, vincitori della scorsa edizione, i giovani della UPF Sport for Peace e un team del CPIA, il Centro Provinciale Istruzione Adulti di Monza Brianza.

PROGRAMMA: In mattinata si terranno le partite di qualificazione, mentre nel pomeriggio si terranno le finali e le premiazioni con coppe, medaglie e gadget per tutti. L’entrata allo stadio Sada, concesso dalla Società Sportiva Juvenilia Fiammamonza, è libera e gratuita.

Non solo sport: a Monza il Trofeo della pace è integrazione

 
Quando lo sport è donna - di Francesca Radaelli su Il dialogo di Monza PDF Stampa E-mail

Lo sport come veicolo di valori etici, come strumento di dialogo e integrazione, di crescita personale e di costruzione di legami. Il tutto declinato al femminile. Questo il filo conduttore e lo spirito della mattinata che si è svolta all’Urban Center Binario 7 di Monza lo scorso sabato 24 marzo e che ha visto i contributi di tante donne di sport impegnate in modi differenti nella pratica sportiva, nel territorio monzese, su scala nazionale e persino internazionale.

Donne: etica e valori nelle sport era il titolo del convegno, promosso dalla  UPF Universal Peace Federation insieme alla  UISP e alla  Federazione delle Donne per la Pace , con il contributo del  Comune di Monza.

“Quando a causa degli anni 
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però  non trattenerti mai!”

Sono state le parole della poesia di Madre Teresa di Calcutta “Dedicato alle donne”, recitata da Ettore Fiorina, ad alzare idealmente il sipario sulla mattinata, che è stata condotta da Carlo Chierico, presidente UPF Monza, e dalla giornalista Carlotta Morgana.

Da sinistra: Andrea Arbizzoni, assessore allo sport del Comune di Monza, Carlo Chierico, Carlotta Morgana

La storia di Arjola

Ospite speciale dell’evento è stata Arjola Dedaj, campionessa del mondo e medaglia d’oro del salto in lungo ai mondiali paralimpici di Londra. La sua è la storia di un riscatto personale attraverso lo sport  capace di colpire e commuovere. E che suscita soprattutto una grande ammirazione.

Albanese, sbarcata in Italia su un gommone a 17 anni, dopo un  viaggio a dir poco spaventoso per lei, che oltre a essere ipovedente non era capace di nuotare, proprio nel nostro paese Arjola si è avvicinata alla pratica sportiva professionistica: “In Albania un disabile doveva vivere nascosto. Io sono cresciuta pensando di non potere avere un futuro, essendo oltre che disabile, anche donna”, ha raccontato. “In Italia, invece, venendo in contatto con l’istituto dei ciechi, incontrando persone serene, con vita normale, è scattata anche in me la voglia di non vergognarmi più e prendere in mano la mia vita. È stato così che ho iniziato a seguire davvero la mia passione per lo sport”. Iniziando così la grande avventura che l’ha portata all’oro mondiale, che Arjola ricorda ancora con grande emozione. E anche all’incontro con il suo compagno di vita, l’atleta paralimpico Emanuele Di Marino, con cui ha dato vita alla pagina facebook La coppia dei sogni e insieme al quale è impegnata in campagne di sensibilizzazione nelle scuole: “Il messaggio che vogliamo portare è che la disabilità non ci rende più diversi degli altri. È un po’ come la paura di nuotare: impedisce di fare certe cose, ma alla fine se si vuole tutte le difficoltà possono essere superate”. Per gli atleti non vedenti una difficoltà è senza dubbio la mancanza di guide per correre e Arjola ha lanciato diversi appelli in proposito, così come, in quanto atleta donna, la difficoltà di conciliare sport e lavoro ordinario: “Fortunatamente lavoro in un’azienda che mi supporta e mi offre i permessi necessari per gare e allenamenti. Ma non per tutte è così…”

Arjola Dedaj con Carlo Chierico

“Lo sport è una palestra di valori, che aiuta a diventare campioni nella vita”, aveva sottolineato in apertura Andrea Arbizzoni, assessore allo sport del Comune di Monza. “Valori come il sacrificio, la lealtà, il rispetto dell’avversario e delle regole. Anche per questo i traguardi raggiunti dalle donne nello sport andrebbero riconosciuti e valorizzati al meglio”, ha aggiunto, in riferimento alla diseguaglianza di trattamento, a livello non solo mediatico ma anche legislativo, dello sport femminile rispetto a quello maschile. E proponendo come modello la città di Sparta, nell’antica Grecia, dove l’attività fisica delle donne era riconosciuta come parte fondamentale della vita cittadina.

L’auspicio che possa essere superata la disparità di genere nello sport è stato ribadito con forza da Carlotta Morgana, che ha inoltre voluto ricordare  come spesso le donne abbiano una capacità maggiore nel fare squadra, nell’essere inclini al sacrificio, nel perseguire e raggiungere i propri obiettivi. E nel legare lo sport a messaggi etici, come nel caso delle campagne a favore delle donne promosse da una campionessa del passato come Sara Simeoni, o del calendario contro il femminicidio recentemente realizzato dalle ragazze del volley.

Buone pratiche a Monza

E proprio grazie all’iniziativa delle donne prendono vita progetti in cui sport e inclusione vanno a braccetto, e in cui ciascuno può contribuire al risultato della squadra, con la sua ‘particolare’ abilità. È il caso del baskin, una disciplina sportiva che consente la partecipazione attiva di persone con diversa abilità insieme a giocatori normodotati che da circa un anno è approdata anche a Monza, con la squadra di mini baskin del Sanfru Basket. “La bellezza di questo sport sta nell’inclusività”, hanno sottolineato le due allenatrici promotrici del progetto monzese, Mariza Perucci e Federica Vertemara. “Atleti normodotati e diversamente abili giocano insieme per un unico obiettivo. Tutti possono fare canestro, ogni canestro ha lo stesso valore e scaturisce da dinamiche di gioco in cui talvolta la scelta migliore è costituita proprio dal passaggio a un atleta diversamente abile”.

Non sono mancati nel corso della mattinata esempi ed esperienze relative al valore educativo della pratica sportiva, anche per le bambine. Come l’esibizione di ginnastica artistica delle piccole atlete della Forti e Liberi Monza che festeggia quest’anno il 140esimo anniversario. Ma anche l’esperienza del Basket Villasanta, illustrata da Roberta Rossi, allenatrice di mini basket e a sua volta appassionata giocatrice di serie B, che ha esortato a “sfatare i luoghi comuni”: “Manca cultura sportiva , spesso anche nei genitori che guardano agli sport di squadra ‘di contatto’ come pericolosi per le figlie femmine. Non è così. Quando proponiamo il mini basket nelle scuole, anche le bambine si divertono tantissimo”.

Le giovanissime atlete della Forti e Liberi al termine dell’esibizione

Del resto anche uno sport come il rugby può essere declinato al femminile, come ha dimostrato la testimonianza portata da  Marika Ascione e Miriam Pagani, giocatrici del Rugby Monza, che hanno tenuto a precisare come a livello internazionale la Nazionale femminile stia raggiungendo risultati migliori di quella maschile, posizionandosi settima nel ranking mondiale.

E anche nel calcio la situazione non è molto diversa: “La Nazionale femminile ai Mondiali può ancora andare”, ha sottolineato con una battuta Andrea Bellonni, capitano della squadra femminile del Fiammamonza (serie B) e giocatrice della nazionale under 23: “Per una donna che gioca a calcio la motivazione non può essere che una: la passione. Personalmente lo sport mi ha permesso di crescere molto anche come persona, anche perché ho trovato nel Fiammamonza una realtà molto attenta al settore giovanile”

Tutto declinato al femminile è il progetto dell’Associazione Donne in Movimento, illustrato dalla presidente Loredana Cirulli, nato nella palestra di via Varisco a Monza con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di salute e benessere delle donne, rispettandone i tempi condizionati da lavoro e famiglia. Ma anche affiancandole nella ripresa da interventi chirurgici, dopo gravidanze, o venendo incontro a quelle culture e religioni che necessitano di un luogo solo femminile per la pratica sportiva: “Le nostre iscritte diventano anche socie, organizziamo corsi, conferenze, iniziative volte a promuovere la partecipazione e a coinvolgere le nostre iscritte. Siamo una piccola realtà ma proprio questo ci permette di operare con attenzione specifica e mirata”.

Le donne nello sport: ancora una minoranza

Legatissima al basket la giornalista Katia Trinca che, nel rievocare la propria esperienza di sportiva, ha voluto rimarcare il valore della resilienza degli uomini e soprattutto delle donne di sport : “Lo sport è qualcosa che può salvare da situazioni familiari e sociali difficili, regalando amicizia, autostima, fiducia in se stessi per i progressi compiuti, senso di responsabilità. Purtroppo le donne subiscono trattamenti di serie B anche nel giornalismo sportivo”, ha aggiunto invitando tutte le donne a non accettare o giustificare mai parole e comportamenti che discriminino il proprio essere donna.  “Vanificheremmo le conquiste delle nostre madri”, le ha fatto eco la collega Carlotta Morgana, guadagnando gli applausi del pubblico.

“Ai vertici delle federazioni sportive le donne sono in netta minoranza”, ha sottolineato Marika Kullmann, consigliere federale FISR e presidente Skating Club Monza. “Nel mio ruolo cerco di dare spazio all’etica nel comportamento sportivo, ai valori del fair play, della meritocrazia intesa come dare sempre il meglio di sé, della lealtà. Valori che devono venire prima delle medaglie: questo è il messaggio che deve passare dall’educazione sportiva dei nostri ragazzi”.

Se le quote rosa nelle federazioni sono ridottissime, la pallavolo è il primo sport per atlete tesserate, come ha sottolineato Ilaria Conciato, direttrice generale del Vero Volley. Presentando una serie di numeri rilevati dal Coni ha mostrato come si stia riducendo sempre più il divario tra uomini e donne che fanno sport: “Nella prima infanzia e in età anziana le donne sportive sono di più rispetto agli uomini”, ha detto ponendo l’accento anche sul valore aggiunto portato dalla pratica sportiva: “Chi fa sport ha una marcia in più a livello fisico e cognitivo, relazionale e affettivo, nella capacità di gestire frustrazione e rabbia, nell’affrontare per esempio episodi di bullismo”.

Da sinistra: Ilaria Conciato, Carlo Chierico e Carlotta Morgana

Parlando di pallavolo femminile, la parola è passata a Daniela Andreozzi, giocatrice nel torneo interetnico Trofeo della Pace, la cui nuova edizione si terrà sabato 21 aprile presso la palestra della scuola media Zucchi di Monza: un torneo che l’anno scorso ha visto la partecipazione di 6 squadre amatoriali, tra cui una rappresentativa del Centro Islamico, la squadra della UPF e due formate da giovani mamme del territorio. Daniela, raccontando la sua esperienza, ha colpito il pubblico presente per il valore di un torneo del genere, che unisce persone di culture, nazionalità e religioni diverse, unite dalla passione per lo sport, che riesce a creare non solo solidarietà ma anche integrazione e vere e proprie amicizie.

L’ultimo contributo al convegno è stato quello di Aurora Puccio, Mental Sport Coach, che sta scrivendo un libro sulla storia del Setterosa, la nazionale italiana di pallanuoto femminile che ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004. Aurora ha fatto vedere uno spezzone della finale olimpica, vinta dalle ragazze italiane contro la squadra della Grecia, che quindi giocava in casa e aveva il pubblico a favore, provocando un’emozione incredibile nel pubblico presente. Poi Aurora si è soffermata sul tema dei pari diritti delle donne nello sport, prendendo spunto proprio dalle ragazze del Setterosa che si sono battute per ottenere pari riconoscimenti, per meriti sportivi, rispetto ai loro colleghi della pallanuoto maschile.

Nella sintesi conclusiva, la giornalista Carlotta Morgana ha rimarcato il valore del convegno nei contributi concreti dati da tutte le relatrici, mentre nel salutare e ringraziare il pubblico presente, Carlo Chierico ha voluto ricordare la figura dei coniugi coreani Moon, fondatori della UPF International, che, nelle loro attività a 360° per il dialogo interreligioso e pace nel mondo, hanno inserito lo sport come una delle attività più importanti. Perché attraverso lo sport si può parlare direttamente di etica e valori ai giovani.

Carlo Cherico e Carlotta Morgana

 

 
Donne: etica e valori nello sport PDF Stampa E-mail

Sabato 24 marzo dalle ore 9.30 alle 13.00, presso la Sala Picasso dell'Urban Center Binario 7 a Monza si terrà il convgno sul tema "Donne: etica e valori nello sport". Lo scopo dell’iniziativa è quello di riflettere insieme sul rapporto delle donne con lo sport e le interazioni tra sport e diritti umani nella nostra società, valorizzando le buone pratiche dello sport al femminile, spesso esempio di etica e valori positivi. Si considererà anche l’importanza dello sport ai fini della conoscenza reciproca e l’integrazione tra persone di differenti culture e nazionalità presenti sul territorio, nella convinzione che esso sia uno dei migliori veicoli per parlare ai giovani.

L'evento è promosso dalla UPF insieme al Comitato brianzolo della  UISP, alla Federazione delle Donne per la Pace e altre associazioni, con l'adesione e il contributo del Comune di Monza; condotto dalla giornalista Carlotta Morgana e da Carlo Chierico, presidente della UPF Monza Brianza, vedrà la presenza di Andrea Arbizzoni, Assessore allo Sport del Comune di Monza e una pluralità di voci femminili, presenze attive nel mondo dello sport professionistico e amatoriale, con esperienza e testimonianze significative in merito alla tematica.

Nell'occasione verrà presentata la nuova edizione del Trofeo della Pace con il torneo interetnico di pallavolo femminile. Il convegno è aperto liberamente al pubblico e prevede il dibattito finale. Per info: tel. 3930077700 mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Non solo sport, giovedì 21 settembre veglia interreligiosa per la pace PDF Stampa E-mail

Il 21 settembre, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Internazionale per la Pace, indetta dalle Nazioni Unite. “Insieme per la pace: rispetto, sicurezza e dignità per tutti” è il tema scelto dall’Onu per l’edizione di quest’anno. E anche quest’anno, a Monza, si rinnova l’appuntamento con la Veglia Interreligiosa di preghiera per la pace nel mondo, l’iniziativa promossa per l’occasione dalla sezione monzese della Universal Peace Federation (UPF) insieme alla Federazione delle Donne per la Pace e ad altre associazioni, con l’adesione e il patrocinio del Comune e della provincia di Monza.

Evento di grande fascino, seguito da un pubblico sempre maggiore, la veglia è diventata ormai una tradizione per la città di Monza e giunge quest’anno alla tredicesima edizione consecutiva. Esponenti delle varie fedi e comunità del territorio si raduneranno, ancora una volta, davanti al municipio di Monza, in Piazza Trento e Trieste, proponendo una preghiera o una breve riflessione.

Un momento di condivisione e sostegno spirituale per la pace nel mondo, cui tutti i cittadini sono invitati a partecipare. L’appuntamento è quindi fissato per giovedì 21 settembre, alle ore 20.45 in piazza Trento e Trieste, davanti al Municipio di Monza. Francesca Radaelli, dal giornale on line “il Dialogo di Monza”.

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TrofeoPace: una festa di colori capace di trasformare una partita di pallone in un messaggio di fratellanza PDF Stampa E-mail

Domenica 25 giugno lo stado Sada di Monza ha ospitato le finali della XII Edizione del Trofeo della Pace. Un torneo di calcio a 7 interetnico organizzato dalla UPF Universal Peace Federation Monza, insieme al Comitato brianzolo della UISP - l'Unione Italiana Sport per Tutti.

Lo sport si fa veicolo di integrazione e coesione sociale, confermandosi linguaggio universale in grado di promuovere messaggi di pace fondamentali per una sana convivenza civile. In campo si sono visti giovani calciatori delle più disparate nazionalità e provenienze. Una festa di colori che va oltre il risultato sportivo, capace di trasformare un semplice pallone in un messaggio di fratellanza e solidarietà.

Carlo Chierico, responsabile UPF Monza, ha dato il via alla manifestazione intorno alle ore 15, con il calcio d’inizio del triangolare valido per la Freedom Cup. I ragazzi dello Sprar di Pavia hanno avuto la meglio sulla Squadra dei Colori e sugli All Stars, conquistando la coppa della libertà.

Il Trofeo della Pace è entrato nel vivo con la gara valida per il 5° posto tra Real Monza e Atletico XX Settembre. Una sfida divertente terminata 1 a 1 e poi con la vittoria 4 a 3 ai tiri di rigore da parte del Real. Nonostante l’atmosfera conciliante, i ragazzi in campo dimostrano di prendere sul serio ogni partita. Molto importante infatti è stato il lavoro dei direttori di gara del comitato brianzolo della UISP, che hanno cercato di mantenere ad un giusto livello il tasso di agonismo espresso in campo.

Alle 17:30 circa è iniziata invece la finale terzo-quarto posto tra CPIA (Centro Provinciale Istruzione Adulti) di Monza e UPF Sport for Peace. Un match che si è risolto con il risultato di 4-2 in favore dei ragazzi del CPIA, che hanno battuto i campioni in carica della passata edizione.

Il culmine della manifestazione è stato raggiunto intorno alle 18 e 30 con la finalissima tra Black United e CMR 50 (Centro Mamma Rita). La partita ha dato ragione ai ragazzi in maglia arancione del Centro Mamma Rita, che dopo diversi tentativi negli ultimi anni, hanno saputo finalmente imporsi in finale grazie al risultato schiacciante di 4-1. Un verdetto che non lascia spazio ad interpretazioni ed incorona la squadra più forte della dodicesima edizione del Trofeo della Pace.

Una manifestazione che ci ha regalato moltissime emozioni- commenta Carlo Chierico- Abbiamo visto partite davvero combattute e con un livello tecnico superiore alle aspettative. Ma soprattutto, è stato un meraviglioso pomeriggio all’insegna dello sport e dell’amicizia”.

I campioni del trofeo della Pace e i vincitori dei riconoscimenti individuali sono stati infine premiati dall’ormai ex sindaco Scanagatti, che a poche ore dal responso del ballottaggio, ha scelto di rispettare fino all’ultimo gli impegni istituzionali di competenza del primo cittadino.

L’appuntamento è fissato per il prossimo anno con la XIII^ edizione del Trofeo della Pace. Un appuntamento imperdibile che focalizza l’attenzione di tutti noi sull’importanza dello sport inteso come veicolo di vicinanza tra i popoli e integrazione sociale.   Luca Giovannoni

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Il Trofeo della Pace 2017 va al Centro Mamma Rita di Monza PDF Stampa E-mail

Eccoli i vincitori del Trofeo della Pace 2017: sono i ragazzi del Centro Mamma Rita di Monza, nella foto insieme al loro allenatore Antonio D'ovidio e a suor Patrizia. Hanno battuto 4 a 1 i giovani Black United, in una partita molto bella e interessante, incerta fino alla fine, anche se il risultato è netto in favore del CMR50. Gli altri risulati li vedete cliccando sul link dedicato, nei prossimi giorni verranno inseriti altri commenti e tutte le foto di questa dodicesima edizione del torneo interetnico. 

CMR50.2017

 
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