Home 2010 comunicati
comunicati 2010
Aung San Suu Kyi: finalmente libera! PDF Stampa E-mail

Nell'unirci alla gioia e alla felicità di tutti per la liberazione di Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione democratica in Birmania e Premio Nobel per la Pace, pubblichiamo una poesia a lei dedicata.

Aung-San-Suu-Kyi

 

MINGALABAR AUNG SAN SUU KYI

Esce dall'acqua il bufalo ammansito

ha due fanciulli felici in groppa

e lento si avvia verso le case,

mentre il tramonto tinge il lago d’oro.

Quadro dolce di bellezza e d’armonia,

rovinato da quegli uomini in divisa

che irridono il canto delle fanciulle

che abbraccia la fiducia nel domani.

Sorvegliano una casa là sul lago

dove uno scricciolo resiste ancora

pure in una situazione spaventosa,

simbolo vivente della libertà.

La sua presenza è la democrazia,

il suo silenzio vale la libertà.

Vivi angelo del popolo birmano,

la tua vita è più d’una speranza:

mingalabar respiro di certezza.

Adriano Molteni

 

 
Percorsi di pace a 360 gradi PDF Stampa E-mail

L'abbiamo sempre sostenuto: non solo calcio ma percorsi di pace a 360 gradi, per questo di seguito riportiamo il discorso introduttivo alla veglia interreligiosa di preghiera, alla quale hanno partecipato diversi giocatori del Trofeo della Pace e che si è tenuta a Monza lo scorso 21 settembre, in occasione della giornata internazionale per la pace nel mondo, indetta ufficialmente dalle Nazioni Unite proprio per il 21 settembre di ogni anno.

                               La speranza di ogni generazione è un mondo di pace e unità. Le religioni pongono alla base la ricerca della pace, spesso riconoscono la parola Pace tra i nomi di Dio ed ogni fede pone l'accento sulla sacralità della vita, sulla necessità di rispettare ed amare il prossimo, fino a proclamare il servizio ed in alcuni casi il sacrificio per l'altro come valore supremo, peraltro dimostrato dalla vita dei Fondatori, dei Santi e dei Profeti di tutte le religioni.

“Invece le religioni finiscono sui giornali che contano solo se producono folklore o causano massacri, ma mai allorché fungono da catalizzatrici di speranza. Occorre rompere gli schemi delle persone intruppate nelle rispettive appartenenze, mettere in contatto donne e uomini delle varie religioni o senza religione affinché possano incontrarsi e insieme possano sostenere che non ne possono più di odio e di religioni al servizio dei potenti di turno che spingono i propri aderenti a combattere contro altre donne e uomini di fede diversa. Oggi abbiamo bisogno di educarci a guardare alle nostre differenze non come ad idoli da adorare, ma come arricchimento reciproco verso una nuova umanità.” ( Brunetto Salvarani)

Pregare insieme per la pace potrebbe essere un primo passo verso questa direzione, noi siamo qui insieme stasera per questo scopo. La nostra federazione, la UPF/Universal Peace Federation crede nel valore del singolo individuo come portatore di pace, concediamo anche un attestato di Ambasciatore di Pace, che non è un titolo accademico ma un riconoscimento e uno stimolo a continuare l'azione. Sempre nella consapevolezza che la pace e la prosperità non possono realizzarsi solo attraverso gli sforzi degli uomini, questa è la ragione per cui continuiamo ad insistere che l'ONU ha bisogno di fare passi decisivi per includere Dio nel suo pensare, nel suo decidere e nel suo agire, attraverso un Consiglio Interreligioso presso le Nazioni Unite proposto dal fondatore della UPF Dott. Sun Myung Moon già nel 2000.

Ognuno di noi può essere Ambasciatore di Pace: il comportamento nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e nella comunità è fondamentale. La prima questione riguarda proprio la famiglia, i primi apprendimenti sono lì, l'ambiente familiare è decisivo per la crescita dei bambini, futuri uomini e donne della nostra società. Dobbiamo assolutamente fare di più per salvaguardare la famiglia, questo può essere il primo punto di contatto tra le religioni, forse conviene trascurare un poco il dialogo interreligioso, a volte fine a se stesso, e cooperare invece su progetti comuni e concreti a favore della famiglia.

E cosa fare quando il conflitto c'è già? Non si può superare il conflitto, di qualsiasi genere e ad ogni livello, senza iniziare ad ascoltare l'altro con un cuore di perdono e il desiderio di riconciliazione. Naturalmente è più facile convivere se la giustizia, la prosperità e il benessere valgono per tutti, nessuno escluso! E' chiaro che oggi c'è bisogno di un cambiamento, a tutti i livelli e certamente a quelli più elevati, ma come esortava il Mahatma Gandhi “siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nella società”.

Amici di fede e nazionalità diverse, creiamo insieme una nuova cultura di pace, una cultura del cuore, la cultura della famiglia umana. E visto che siamo a Monza, concludo con le parole di uno dei suoi cittadini più illustri, uomo di fede ma anche politico locale, Mons. Talamoni: “tutto è nulla se non è nell'amore di Dio”.  Grazie.  Carlo Chierico

 
Non solo calcio, dal 21 al 28 settembre "la settimana della pace" PDF Stampa E-mail

Accogliendo l'invito delle Nazioni Unite a celebrare la giornata internazionale per la pace nel mondo, indetta con una risoluzione ufficiale dell'ONU per il 21 settembre di ogni anno, la UPF/Universal Peace Federation ha organizzato a Monza, Milano e Bergamo "la settimana della pace" con i seguenti eventi:

Martedì 21 settembre ore 20,45 in piazza Trento e Trieste a Monza: veglia interreligiosa di preghiera per la pace. La veglia, della durata di circa 1 ora, è giunta alla sesta edizione e si svolgerà all'aperto davanti al palazzo del Municipio. Con la partecipazione di esponenti delle varie fedi e comunità religiose che offriranno al pubblico presente un momento di preghiera, una riflessione o la lettura di un brano di un testo sacro come sostegno spirituale alla pace nel mondo. Tra gli altri, avremo ospiti dei monaci buddisti di origine birmana e tibetana, per non dimenticare la causa dei diritti umani nei loro Paesi. Al termine verrà acceso insieme il fuoco in un grande braciere, come simbolo di nuovo inizio.

Giovedì 23 settembre ore 20,30 in via M. Melloni, 3 a Milano presso la Sala Provinciale Spazio Guicciardini: incontro "tra cielo e terra: pensieri, passi ... e azioni" il giro del mondo in (meno di) 180 minuti. Associazioni impegnate in progetti umanitari e sociali, esponenti del mondo accademico, della cultura, dell'educazione, del giornalismo, dell'arte, rappresentanti delle varie fedi, offrono le proprie riflessioni ed esperienze concrete nel promuovere una cultura di pace e solidarietà. Un approccio "nuovo" alla costruzione della pace, ricercando nuove forme di dialogo. Entrata libera.

Sabato 25 settembre ore 10,00 presso Agriturismo Casa Clelia in via Corna a Sotto il Monte (BG): seminario sul tema "famiglia, comunità e pace", il ruolo strategico della cooperazione interreligiosa. Nel pomeriggio visita alla vicina Abbazia di S. Egidio a Fontanella e ripresa dei lavori con esperienze di integrazione e cooperazione sociale. Alla giornata parteciperanno esponenti religiosi e della società civile per un confronto ampio e costruttivo. Quota di partecipazione di euro 25,00 comprensiva del pranzo in agriturismo, è richiesta la prenotazione, programma a disposizione degli interessati.

Martedì 28 settembre ore 21,00 al Teatro Binario 7 in via Turati, 8 a Monza: "ridere per aiutare a sorridere" spettacolo di cabaret per beneficenza, seconda edizione, con comici direttamente da Zelig e Colorado Cafè e cast delle grandi occasioni. Gli artisti si esibiranno gratuitamente, in uno spettacolo davvero unico, originale e divertente, il cui incasso sarà totalmente devoluto alla Tashi School di Katmandu-Nepal per aiutare bambini profughi dal Tibet e per sostenere gli studi di giovani ragazze profughe dalla Birmania. Evento organizzato in collaborazione con il Gruppo Etico All is One, l'Associazione Culturale Tibetana e l'Associazione per l'Amicizia Italia Birmania con l'adesione e l'appoggio del Comune di Monza e della Provincia MB. I biglietti sono già in prevendita al costo di euro 15,00 posto unico.

Per informazioni: tel. cell. 393/0077700 mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

00-volantino-A4-veglia-2010-per-email

 

 
La via del dialogo attraverso lo sport PDF Stampa E-mail
idth:100%;height:400px;" class="mceEditor">

Egitto-Egitto-Egitto. Ripetizione voluta e doverosa. Già, perché a vincere per la terza volta consecutiva il Trofeo della Pace sono proprio gli emigrati in Italia da Il Cairo e dintorni. Soddisfazione doppia, dopo che la nazionale dei Faraoni ha visto sfumare l’opportunità di volare in Sud Africa per i Mondiali. A completare il quadro delle africane è infatti stata l’Algeria, vittoriosa nello spareggio appunto contro l’Egitto.

E così al Brianteo di Monza è andata in scena la piccola-grande rivincita degli egiziani, che hanno alzato la coppa dopo aver superato 2-1 la Romania. Altra nazione di fini calciatori che ha ingoiato il fiele dell’eliminazione dal Mondiale nel corso delle qualificazioni. Cornice di rilievo, si diceva. Non tutti i giorni capita di essere ricevuti in una struttura che solitamente ospita le partite di una squadra professionistica. E a Monza non si sono limitati ad aprire lo stadio. Su un terreno adibito a sfide 11 contro 11 gli addetti al campo hanno infatti delimitato il terreno in modo tale che fosse adatto ad ospitare una finale giocata 7 contro 7. Non basta. I migliori giocatori sono stati premiati con le maglie ufficiali del Monza calcio e alle squadre (16) che hanno preso parte al torneo è stato regalato il gagliardetto del club.

Migliori giocatori. Non si pensi al gesto tecnico, però. Al Trofeo della Pace i migliori sono quelli che magari giocano col sorriso, danno una mano all’organizzazione, non si alterano come belve ferite per una decisione sbagliata dell’arbitro. Come i giocatori di Benin e Siria, che hanno dato vita a un parapiglia decisamente poco pacifico. Nessun dramma, a chiunque e a maggior ragione sotto sforzo fisico può capitare che la vista si annebbi. Nemmeno però l’episodio è da nascondere. Meglio mandarlo a memoria facendo in modo che rimanga eccezione.

L’altra faccia della medaglia sono... tutte le altre partite disputate e il contorno alle medesime. Fatto di cori e tamburi mentre si gioca, pizza e dolci per ricare le batterie dopo la doccia. Particolare rilievo ha avuto l’amichevole tra Tibet e Bangladesh. Un modo per tenere alta l’attenzione sulla questione dei diritti umani. Spettatore d’eccezione il Lama Geshe Lodoe, monaco tibetano della comunità buddista di Monza.

“Ogni volta che l’uomo incontra l’altro gli si presentano tre possibilità: fargli guerra, ritirarsi dietro un muro, aprire un dialogo”, scrisse Ryszard Kapuscinski. Anche quest’anno il Trofeo della Pace ha scelto la via del dialogo. Come quello promosso dagli organizzatori dopo la lite in occasione di Benin-Siria. Perché, si sa, proprio da un attrito può nascere una amicizia. In questo, per dire, i bambini sono maestri... Alessandro Baretti

DSCN0015

 

 
All'Egitto la vittoria finale. PDF Stampa E-mail

Ancora l'Egitto! Per il terzo anno consecutivo l'Egitto N. A. vince il torneo interetnico, questa volta battendo la Romania per 2 a 1 dopo una partita bella ed incerta fino al termine. Dopo un primo tempo di studio terminato 0 a 0, dove entrambe le squadre hanno avuto buone occasioni da rete senza peraltro rischiare troppo, abbiamo assistito ad una ripresa molto tirata agonisticamente ma anche ben giocata tecnicamente. Al goal del vantaggio egiziano ha risposto la Romania che, approfittando di un errore del portiere, ha subito pareggiato. La partita sembrava doversi concludere ai rigori ma a pochissimi minuti dal termine l'Egitto ha segnato la rete del definitivo vantaggio, vincendo meritatamente.

Nella finale per il terzo posto, il Benin e il Marocco2 avevano giocato una partita che sembrava non dovesse finire mai, infatti nessuna delle due riusciva a prevalere sull'altra, neanche ai rigori, tanto che ad un certo punto, sul risultato di 9 a 9, dopo che tutti avevano battuto un calcio di rigore, si è deciso di assegnare il terzo posto ad entrambe. Una decisione forse particolare, ma che ci sembrava giusto prendere in quel momento e siamo contenti che sia il Benin che il Marocco2 abbiano approvato la decisione degli organizzatori.

Le due finali erano state precedute da una partita amichevole tra Tibet e Bangladesh, per la felicità degli spettatori che hanno potuto apprezzare non tanto il gioco di queste 2 squadre, comunque niente male, quanto il loro spirito agonistico e la loro voglia di giocare e divertirsi. Un grazie quindi agli amici tibetani e bengalesi, che alla fine hanno contagiato tutti i presenti con il loro entusiasmo e la loro allegria. Per la cronaca, la partita è stata vinta nettamente dal Bangladesh, che si è aggiudicato il trofeo speciale messo in palio con il risultato di 4 a 0.

Mentre rimandiamo ai prossimi giorni per altri commenti, ci preme ringraziare ancora una volta la Società del Monza Calcio che ci ha concesso il Brianteo per questa giornata conclusiva e solo chi l'ha vissuta può testimoniare della gioia speciale che hanno manifestato i giocatori, davvero emozionati nell'entrare in campo e grati della possibilità di giocare oggi nello stadio del Monza. Le premiazioni sul campo, con coppe ai vincitori e medaglie e gadget per tutti, alla presenza di molti rappresentanti delle squadre che hanno partecipato a questa edizione del Trofeo della Pace, sono state davvero sentite ed apprezzate. L'ultimo momento di condivisone ed amicizia è stato il semplice rinfresco finale, a base di pizza e dolci, mentre diamo già appuntamento a settembre, quando ci ritroveremo insieme con i giocatori per rivedere le foto, di cui molte verranno pubblicate a breve sul sito, e il film della giornata conclusiva. 

P1040273_2

 
Tibet/Bangladesh amichevole, Marocco2/Benin finale 3° posto, Egitto/Romania finalissima PDF Stampa E-mail

Domenica 13 giugno si terrà la giornata conclusiva di questa quinta edizione del Trofeo della Pace, per la prima volta al Brianteo, lo stadio del Monza, con questo programma:

ore 14,30 apertura dello stadio, con entrata libera dai cancelli 1 e 2 in viale Sicilia, incrocio viale Stucchi

ore 15,00 partita amichevole: Tibet - Bangladesh

ore 16,00 finale per il 3° posto: Marocco 2 - Benin

ore 17,00 finale per il 1° posto: Egitto N. A. - Romania

ore 18,00 premiazioni e festa finale

Tutti gli appassionati sono invitati a quello che vuole essere un pomeriggio di festa, all'insegna dell'amicizia e della condivisione, anche se le partite saranno naturalmente molto combattute dal punto di vista agonistico ed anche valide tecnicamente, come peraltro lo sono state le semifinali: nella prima i campioni in carica dell'Egitto N. A. hanno faticato non poco ad aver ragione dei giovani del Marocco 2, mai domi fino alla fine, mentre la seconda è terminata in parità 3 a 3 e solo i calci di rigore hanno decretato la vittoria della Romania sul Benin, onore quindi ad entrambe le squadre che hanno giocato una delle più belle partite del torneo. Intanto l'Egitto N. A., dopo aver vinto le 2 precedenti edizioni, contenderà la vittoria finale alla Romania, l'unica squadra europea rimasta in gioco dopo le fasi a gironi e vera sorpresa del torneo, mentre portiamo all'attenzione di tutti la partita amichevole Tibet - Bangladesh, che precederà le 2 finali e con molto piacere ospitiamo lo scritto dell'amico Gelek, costantemente impegnato per la causa tibetana e giocatore rappresentativo della sua squadra.

 


Cari amici e sostenitori del Trofeo della Pace.
Trofeo della pace per noi appassionati di calcio del Tibet è una vera inspirazione e un mezzo straordinario per avvicinarsi tra diverse culture e conoscersi tra vari popoli del mondo sul campo di calcio.
La nostra squadra Tibetana partecipa  in questo torneo ormai da tre anni e continueremo ad andare avanti anche nei prossimi anni perchè condividiamo pienamente gli scopi e i valori del medesimo torneo.
Era una vera sorpresa fin dall'inizio della nostra partecipazione trovare fra calciatori, collaboratori e anche fra gli organizzatori una genuina solidarietà verso la causa Tibetana e anche quella della Birmania.
I problemi dei popoli sono problemi seri e non vanno paragonati uno con l'altro, sono sempre problemi gravi. Per quanto riguarda la questione Tibetana non si tratta solo di diritti umani, si tratta di una invasione di una Nazione che era Independente ad ogni effetto, aveva un Governo, passaporto, banconota, ufficio postale e propri francobolli, i patti con i confini ecc. prima dell'Invasione Cinese del Tibet nel 1949.
Oggi stiamo cercando di salvare la nostra antica cultura millenaria e la nostra lingua, perchè rischiano di scomparire per sempre a causa della sistematica politica Cinese di sradicare la nostra identità e la nostra lingua. I Tibetani sono diventati cittadini di seconda classe nella loro terra propria. Siamo impegnati da decenni nel trovare una convivenza pacifica con il popolo Cinese, purché ci sia un vero rispetto reciproco fra le culture e fra i popoli, perché nel bene o nel male noi esseri umani condividiamo questa terra unica con altri essere umani.
Credo fermamente che i problemi fra le culture, fra le religioni, fra i popoli sono superabili con la giusta coscienza, con il dialogo e con il rispetto genuino verso altri popoli e anche verso altri essere viventi che condividono questa terra con noi.
Lo sport e soprattutto il calcio in Italia è un mezzo straordinario per promuovere questi principi e valori della nostra convivenza pacifica.
Apprezzo e ringrazio con il cuore gli organizzatori, i partecipanti, i collaboratori, gli spettatori di questo torneo.
Viva la Libertà, Viva la Pace e Viva il Calcio.
Gelek Yakartsang
Segretario della comunità Tibetana in Italia. www.comunitatibetana.org
Referente Italia-Squadra Olimpica del Tibet www.noc-tibet.org
Referente Italia-Squadra Nazionale del Tibet in Esilio www.tibetansports.org

 

 
I valori e l'etica nello sport PDF Stampa E-mail

Abbiamo sempre parlato dei valori positivi che lo sport può rappresentare e di come il Trofeo della Pace si prefigga di esserne piena e libera espressione. Anzi ne approfittiamo per invitare i visitatori di questo sito a scriverci in merito, tramite il link "contatti" e anticipiamo che stiamo organizzando una serata proprio per confrontarci, insieme ad ospiti autorevoli e sportivi professionisti, sul tema: i valori e l'etica nello sport.

Purtroppo però domenica 30 maggio non tutto è andato bene nel nostro torneo interetnico, ma prima di parlare delle cose negative, che peraltro riguardano una partita su circa trenta giocate, diamo precedenza a quelle positive, perché così ci sembra giusto anche se non vogliamo certo minimizzare quello che è successo, d'altronde qualcuno dice che il calcio è una metafora della vita.

Allora, tre delle quattro partite dei quarti di finali sono state all'altezza delle aspettative, sia per il gioco espresso dai contendenti che per il comportamento, in campo dei protagonisti e fuori dei tifosi, anzi un particolare apprezzamento lo rivolgiamo ai giovani sostenitori, molto numerosi, della squadra del Burkina Senegal, che fino alla fine hanno sostenuto ed incoraggiato i propri beniamini, nonostante il risultato sia sempre stato nettamente a favore della Romania, che ha vinto meritatamente per 7 a 3, permettendosi solo una serie di cori coloriti, ma simpatici ed ironici nei confronti dei propri giocatori: un bell'esempio per tutti, grazie ragazzi!

La prima partita era finita con la vittoria, pure questa per 7 a 3, dei campioni in carica dell'Egitto N. A. nei confronti dei giovanissimi dell'Ecuador 2, che erano partiti benissimo, conducevano 2 a 0 nei primi minuti e comunque hanno giocato bene e reso la sfida incerta fino quasi alla fine, quando rimasti con un giocatore in meno (per un fallo di mano in area tanto netto quanto ingenuo) hanno subito la prevalenza degli egiziani. E comunque anche il pubblico sudamericano si è fatto notare per il caldissimo quanto corretto sostegno ai propri beniamini, tenendo conto che tra i tifosi c'erano genitori e fidanzate dei giocatori dell'Ecuador, quindi anche a loro va il nostro ringraziamento, e speriamo possano essere tutti presenti alla festa finale del 13 giugno allo stadio Brianteo di Monza.

Poi si era giocata la partita più attesa, il derby tra le 2 squadre del Marocco, e infatti la partita non ha certo deluso le aspettative anzi è stata incertissima fino alla fine, ben giocata agonisticamente e tecnicamente, forse la più bella tra quelle viste fin'ora. Il Marocco 1, che gioca con la maglia del Centro Islamico di Monza, ha partecipato a tutte le edizioni di questo torneo intertnico e quest'anno sembrava, per il gioco espresso, candidato sicuro alla finalissima. Anche in questa partita aveva espresso una netta superiorità tecnica ma il portiere del Marocco 2 si è dimostrato quasi insuperabile e nel calcio a 7 il portiere è spesso decisivo. Comunque il risultato, a pochi minuti dalla fine, era 3 a 1 in favore del Marocco 1 quando prima un loro giocatore si faceva espellere per un inutile fallo e poi subiva l'assalto finale degli avversari, mai domi, che pareggiavano allo scadere del tempo con una rete del ...portiere! Si rendevano necessari i calci di rigori che decretavano la vittoria del Marocco 2 e l'ennesima delusione degli amici del Centro Islamico, ma ci sarà un'altra occasione anche per loro.

E adesso ci tocca parlare della partita Benin-Siria, lo facciamo con molta amarezza ed anche un po' di sconforto (in questi casi ci chiediamo sempre se abbiamo sbagliato qualcosa noi organizzatori ed il sottoscritto che si firma si prende tutte le responsabilità del caso). Una partita qualsiasi si è trasformata in qualcosa che non ci aspettavamo e non avevamo mai visto direttamente: vai a capire chi ha iniziato, sta di fatto che tutti i contendenti hanno cominciato a lamentarsi in maniera vistosa con l'arbitro, persona di esperienza e provata capacità che però può sbagliare come tutti, e a praticare un gioco talmente duro e scorretto da far impallidire anche i frequentatori del peggior campo di football di Caracas (con tutto il rispetto per questo Paese, adesso che il peggio è passato consentiteci l'ironia).

Il fondo però lo hanno toccato gli accompagnatori di entrambe le squadre che, verso la fine di una partita davvero tribolata che però nonostante tutto si avviava alla conclusione, invece di calmare i propri giocatori, hanno deciso di andare a gridare in gruppo sotto il naso dell'arbitro, invadendo il campo e cercando di ottenere non si sa cosa, se non una enorme confusione e un parapiglia generale. Fortunatamente, a parte le aggressioni verbali e qualche spintone, non si è arrivati allo scontro fisico, ma questo si chiama Trofeo della Pace! Solo grazie al supporto di alcuni giocatori delle squadre precedenti, che si erano fermati ai bordi del campo, ringraziamo soprattutto gli egiziani per l'energico aiuto, siamo riusciti a riportare la calma, far uscire i facinorosi dal campo, e quindi l'arbitro ha potuto far riprendere la partita, terminata con il risultato di 3 a 2 a favore del Benin, che ci interessa davvero ben poco.

A norma di regolamento, avremmo potuto anche squalificare la squadra del Benin, impedendole di giocare la semifinale, mentre la Siria è già fuori, ma il Comitato Organizzatore ha deciso di omologare il risultato del campo perché non è certo nello spirito del torneo punire e di fronte alle sentite scuse, che ci sono pervenute da parte di Georges Adjien, Presidente dell'Associazione del Benin, a nome suo e di tutta la squadra, contiamo sul fatto che possano dimostrare sul campo e non solo a parole, che si siano davvero resi conto di aver sbagliato e quindi concediamo loro volentieri un'altra possibilità. Lo stesso contiamo di poter fare con gli amici della Siria, anzi li invitiamo vivamente a venire a scusarsi e a riconciliarsi con i giocatori del Benin, già domenica 6 giugno se vorranno oppure la domenica successiva.

Per noi della UPF/Universal Peace Federation non è difficile dimenticare gli errori e riprendere insieme il percorso, lo facciamo a livelli ben più importanti di un torneo di calcio, ad esempio con il progetto MEPI siamo impegnati direttamente a favorire la pace in Medio Oriente, soprattutto tra israeliani e palestinesi partendo da un punto fermo: non ci potrà mai essere una vera pace senza il perdono reciproco e la riconciliazione, troppe sono state le vittime, da una parte e dall'altra, ma questo è un altro discorso, da riprendere in separata sede con gli interessati.

Intanto diamo appuntamento agli appassionati per le semifinali, che si terranno domenica 6 giugno a partire dalle ore 16,00 presso il Centro Sportivo Ambrosini in via Solferino a Monza.    Carlo Chierico

 
Ai quarti di finale, domenica 30 maggio a Monza PDF Stampa E-mail

Con le partite di domenica 23 maggio, giocate ad Agrate e Monza, si è conclusa la fase preliminare, con le 16 squadre divise tramite sorteggio in 4 gironi, dove si sono confrontate tra di loro giocando quindi ognuna 3 partite. Come negli anni scorsi, il torneo prevede l'avanzamento alla fase successiva, ad eliminazione diretta, delle prime due squadre classificate di ogni girone.

Quindi otto squadre hanno avuto accesso ai quarti di finale, che si giocheranno domenica 30 maggio a partire dalle 15,00 presso il campo Ambrosini, in via Solferino a Monza, con accoppiamenti, sempre secondo sorteggio, visionabili cliccando sul link "calendario e risultati". Invitiamo gli appassionati ad essere presenti, contiamo di farvi trascorrere una bella domenica di sport e amicizia. E poi gli spazi della struttura del Centro Olimpico Ambrosini sono accoglienti e con piacevole area verde.

Per comodità dei "naviganti", queste saranno le partite, con i relativi orari: alle 15,00 si sfideranno i vincitori delle ultime 2 edizioni, i campioni dell'Egitto N. A., con i bravissimi giovani sudamericani dell'Ecuador 2, di cui pubblichiamo la foto (state tranquilli: le ragazze non giocano). Alle 16,00 ci sarà un derby accesissimo tra gli amici del Marocco 1 e del Marocco 2. Alle 17,00 si affronteranno 2 squadre che per la prima volta partecipano al Trofeo della Pace, Siria e Benin. Alle 18,00 scenderà in campo l'unica squadra europea qualificata, la Romania, contro la selezione del Burkina Senegal, che può vantare alcuni elementi di indubbio talento e tecnica individuale ma, come si sa, il calcio è uno sport di squadra! Da tenere presente che, in base al nuovo regolamento, non verranno giocati i tempi supplementari ma, in caso di parità, si andrà direttamente ai rigori.

Naturalmente un grandissimo augurio di vittoria a tutti e il fatto che solo 4 squadre potranno vincere ha un'importanza relativa, al Trofeo della Pace la cosa più bella è davvero partecipare, anzi ne approfittiamo per salutare calorosamente le squadre non qualificate, sapendo che poi ci ritroveremo insieme alla giornata conclusiva del torneo, domenica 13 giugno al Brianteo, lo stadio del Monza Calcio, con le premiazioni per tutti i 200 giocatori partecipanti e la festa finale con il pubblico presente, che potrà entrare liberamente a partire dalle ore 14,30 con entrata dai cancelli 1 e 2.

Ecco, questa novità della giornata conclusiva, con le finali per il 3° e 1° posto, precedute da una partita amichevole dai molti significati (alle 15,00 si affronteranno Tibet e Bangladesh: venite a sostenerli) che si terrà per la prima volta al Brianteo, il vero grande stadio della città, messoci a disposizione dal Monza Calcio, denota condivisione di valori e sensibilità a tematiche etiche da parte di questa Società Sportiva, che ringraziamo vivamente, anche a nome di tutti i giocatori del torneo interetnico, che non vedono l'ora di calcarne il prato!

le_ragazze_non_giocano

 
Ai quarti di finale, domenica 30 maggio a Monza PDF Stampa E-mail

Con le partite di domenica 23 maggio, giocate ad Agrate e Monza, si è conclusa la fase preliminare, con le 16 squadre divise tramite sorteggio in 4 gironi, dove si sono confrontate tra di loro giocando quindi ognuna 3 partite. Come negli anni scorsi, il torneo prevede l'avanzamento alla fase successiva, ad eliminazione diretta, delle prime due squadre classificate di ogni girone. Quindi otto squadre hanno avuto accesso ai quarti di finale, che si giocheranno domenica 30 maggio a partire dalle 15,00 presso il campo Ambrosini, in via Solferino a Monza, con accoppiamenti, sempre secondo sorteggio, visionabili cliccando sul link "calendario e risultati".

Per comodità dei "naviganti" queste saranno le partite, con i relativi orari, tenendo presente che, come da regolamento 2010, a differenza del passato, in caso di parità non verranno giocati tempi supplementari ma si andrà direttamente ai rigori. 

 

 
Ai quarti di finale, domenica 30 maggio a Monza PDF Stampa E-mail

Con le partite di domenica 23 maggio, giocate ad Agrate e Monza, si è conclusa la fase preliminare, con le 16 squadre divise tramite sorteggio in 4 gironi, dove si sono confrontate tra di loro giocando quindi ognuna 3 partite. Come negli anni scorsi, il torneo prevede l'avanzamento alla fase successiva, ad eliminazione diretta, delle prime due squadre classificate di ogni girone. Quindi otto squadre hanno avuto accesso ai quarti di finale, che si giocheranno domenica 30 maggio a partire dalle 15,00 presso il campo Ambrosini, in via Solferino a Monza, con accoppiamenti, sempre secondo sorteggio, visionabili cliccando sul link "calendario e risultati".

Per comodità dei "naviganti" queste saranno le partite, con i relativi orari, tenendo presente che, come da regolamento 2010, a differenza del passato, in caso di parità non verranno giocati tempi supplementari ma si andrà direttamente ai rigori. 

 

 
Un contributo dalla UISP, l'Unione Italiana Sport per Tutti PDF Stampa E-mail

Quest'anno il nostro torneo interetnico è affiliato alla UISP, che già opera affinché lo sport possa essere uno strumento importante di integrazione tra le genti, contribuendo a diffondere la cultura dei diritti per tutti e quindi ospitiamo volentieri la lettera che segue, non prima di ricordare a tutti gli appassionati che domenica 23 maggio si giocheranno le ultime partite dei gironi di qualificazione, presso i campi di Agrate e Monza come da calendario, consultabile cliccando sull'apposito link a fianco.

E’ un onore e un piacere per la Lega Calcio U.I.S.P. Monza-Brianza aver affiliato e partecipare con il proprio Settore Arbitrale ad un evento cosi’ significato come il ‘Trofeo della Pace 2010’, al quale ci sentiamo profondamente vicini.

Infatti la nostra Lega, operante sul territorio da oltre 30 anni, si e’ sviluppata nell’alveo di U.I.S.P. (Unione Italiana Sport per Tutti) che e’ l’Ente di Promozione Sportiva piu’ importante in Italia con oltre 1.200.000 associati e che si pone l’obiettivo di promuovere la pratica sportiva nel senso piu’ ampio e alla portata di tutti.

L’U.I.S.P. mette al centro delle proprie proposte associative le persone, gli uomini e le donne, i giovani e gli anziani, i piu’ e i meno dotati; lo sport per tutti e’ un diritto, un riferimento immediato ad una nuova qualita’ della vita da affermarmi giorno per giorno sia negli impianti tradizionali, sia in ambiente naturale.

Lo ‘sport per tutti’ interpreta un nuovo diritto di cittadinanza, appartiente alle “politiche della vita” e pur sperimentando numerose attivita’ di tipo competitivo, si legittima in base ai valori che non sono riconducibili al primato dell’ottica del risultato, propria dello sport di prestazione assoluta.

Innanzitutto, quindi, “SPORTPERTUTT”, per noi una sola grande parola che non esiste ancora nei vocabolari ma esiste nella realta’ di tutti i giorni dove lo sport costituisce, tra i tanti altri meriti, uno dei rimedi piu’ efficaci per superare le divisioni e contribuire a costruire una societa’ e una cultura autenticamente multietnica.

E non c’e’ miglior esempio di questo bellissimo torneo per rappresentare concretamente i valori dello sport per tutti, per il quale vanno i nostri sinceri complimenti all’Universal Peace Federation che lo ha ideato e organizzato, unitamente ad un cordiale e sentito saluto a tutti i partecipanti da parte del Settore Arbitrale e della dirigenza della Lega Calcio U.I.S.P. Monza-Brianza.  Il Presidente, LUCA VERGANI

arbitri_uisp

 
Una domenica speciale: forza Tibet! PDF Stampa E-mail

Domenica 16 maggio tutte e 4 le partite previste si giocheranno a Monza presso il Centro Sportivo Ambrosini in via Solferino, il fischio d'inizio è fissato alle ore 15,00 quando si affronteranno le squadre del Tibet e della Siria, mentre per gli altri incontri e il calendario completo cliccate sul link "calendario e risultati".

Invitiamo quindi tutti gli appassionati a venire sul campo per vedere le partite ma soprattutto per far sentire a tutti i giocatori la nostra amicizia e desiderio di condivisione, in particolare in questa domenica ci stringeremo intorno agli amici tibetani, che con tanto coraggio ed entusiasmo portano avanti la causa per la libertà e i diritti umani nel loro Paese: allora forza Tibet!

forza_tibet

 
Sport e Pace al campo Manin PDF Stampa E-mail

Per la prima volta quest’anno si disputeranno anche a Sesto, presso il campo sportivo di via Manin, le partite di calcio del Trofeo della Pace organizzato dalla UPF e giunto alla sua 5^ edizione.

Ho dato da subito la disponibilità di Sesto San Giovanni per il patrocinio della manifestazione e per ospitare alcuni degli incontri in calendario perché credo che Sport e Pace siano due valori indissolubili. Chi educa i nostri ragazzi nei tanti impianti sportivi cittadini conosce bene l’importanza dello Sport per costruire una società di Pace, fondata sul rispetto delle regole e dell’avversario, presupposto unico di ogni comunità che rifiuta la violenza in ogni sua forma.

I due incontri previsti a Sesto ci offrono l’opportunità di costruire forme di integrazione possibili e necessarie delle comunità di stranieri presenti sul nostro territorio usando lo sport come universale linguaggio di Pace.

Appuntamento per tutti domenica 9 maggio a partire dalle ore 15,00 e, da buon campanilista, faccio il tifo per Egitto 1, squadra in cui militano molti “sestesi” d’adozione.   L'Assessore Giovanni Urro

 
Una giornata insieme per lo sport e la pace PDF Stampa E-mail

Sicuramente lo sport può fare davvero molto per aiutarci a scoprire i valori di popoli e nazioni differenti: la storia insegna. Ho vissuto una giornata del Trofeo della Pace, al campo Ambrosini di Monza e con questo scritto desidero esprimere le sensazioni provate "sul campo".

Per me sono stati momenti intensi e preziosi: figli dello stesso Padre, ma diversi per molti aspetti, hanno condiviso sentimenti ed emozioni attraverso lo sport, mi riferisco al pomeriggio di domenica 18 aprile, quando in una giornata davvero speciale le squadre di Marocco, Burkina, Tibet, Italia, Senegal e Siria si sono unite, giocando a pallone, in un coro di sportività incredibile: pochi falli, nessun cartellino giallo, grande rispetto dell'avversario, questo è il torneo interetnico organizzato dalla UPF di Monza.

Tanto entusiasmo e gioia di condivisione, pur nell'orgoglio di rappresentare la propria nazione, come ben manifestato dai giocatori della Siria, alla loro prima partecipazione al torneo eppure hanno dato segni tangibili di essere una comunità forte ma rispettosa e attenta alle regole, soprattutto quelle non scritte: non solo dal gioco ma anche dal cuore è nata la loro vittoria calcistica, sostenuta da applausi anche degli avversari, certo il segno tangibile che il torneo non riscuote solo consenso di numeri ma soprattutto di partecipazione vera e genuina.

La giornata è stata ricca di scambi costruttivi, di una interculturalità che se fosse applicata nella vita di tutti i giorni sarebbe capace di reggere le sfide future, dove anche le sconfitte sono vissute con il desiderio di riprovare a vincere al prossimo turno.

Per la cronaca, anche chi ha arbitrato ha dato sostegno sincero al rispetto del regolamento e con simpatia ha usato saggezza nelle decisioni più difficili e credo di poter sostenere che tutti i presenti a questa giornata, sia i giocatori protagonisti che gli spettatori interessati, oltre a divertirsi l'hanno vissuta con intensa partecipazione ed anche un po' di commozione quando l'arbitro ha fischiato la fine dell'ultima partita.

Franco Bolandini

la_gioia_dei_tifosi

 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2