Home
comunicati 2014


Trofeo della Pace in carcere PDF Stampa E-mail

In attesa della terza giornata del torneo interetnico di calcio, che si terrà domenica 15 giugno presso il campo San Giuseppe dell'Ass. La Baita a Monza, con particolare piacere annunciamo 2 mini tornei del nostro Trofeo della Pace all'interno della Casa Circondariale San Vittore a Milano: sabato 21 giugno entreremo in carcere con alcune squadre di pallavolo femminile, che giocheranno con le detenute e sabato 28 giugno con 2 squadre di calcio, che giocheranno con le squadre di detenuti. Saranno dei veri e propri tornei con medaglie per i partecipanti e coppe ai vincitori, ed entrambi si concluderanno con un semplice rinfresco di condivisione.

Un gesto simbolico ma anche concreto di solidarietà e vicinanza nei confronti di persone che non possiamo permetterci di giudicare e che stanno pagando per i propri errori, mentre un ringraziamento speciale va alla Direzione del carcere e alle educatrici che lo hanno appoggiato, e naturalmente ad Alessandro Venuto che, oltre a fare da tramite, ci accompagna in tutto il percorso.

Molti sono stati i giovani dei nostri tornei di pallavolo femminile e calcio che avrebbero voluto partecipare all'iniziativa, ma non tutti naturalmente potranno essere presenti in questa prima esperienza, che comunque contiamo di ripetere nel tempo e di cui parleremo ancora.

Intanto diamo appuntamento agli appassionati del Trofeo della Pace domenica pomeriggio al campo San Giuseppe e ricordiamo a tutti di segnarsi sull'agenda la giornata conclusiva del torneo di calcio, che si terrà domenica 22 giugno allo stadio Sada a partire dalle 15.00, con le varie finali e la finalissima prevista per le ore 18.00 seguita dalle premiazioni, con la presenza di molti ospiti.

SAM_1517

 
Lettera aperta di Dino Dolci PDF Stampa E-mail

Con piacere riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Dino Dolci, già VicePresidente dell'Ass. Nazionale Allenatori ed ex Assessore allo Sport del Comune di Monza, in riferimento a quanto successo domenica scorsa al nostro torneo interetnico. Pensieri che condividiamo e che non lasciaremo cadere nel vuoto, ma anzi li utilizzeremo come spinta all'azione, seguiteci!

"Caro Carlo, mi delude molto quanto da te riferito, anche se non mi sorprende. Non ho mai pensato infatti che lo sport sia un valore in sé, ma un formidabile strumento di educazione che dipende comunque dall’uso che se ne fa.

Non deve meravigliare se spesso (nel calcio in particolare) ritroviamo comportamenti in contraddizione coi valori culturali, sociali, etici che vorremmo fossero l’essenza dello sport. Tu stesso ne sei testimone e non è la prima volta neanche nel Trofeo della Pace. I modelli che ci vengono proposti quotidianamente attraverso i media inevitabilmente lasciano traccia….

In sintesi, anche lo sport ha bisogna di educazione, prima ancora di produrre educazione. Ed è un processo che ha bisogno di buoni maestri, buone pratiche (e fin qui ci siamo, se penso a te e al Trofeo della Pace), ma anche tempi non brevi. Mettendo in conto anche le battute d’arresto e le delusioni. Momentanee. Perché anche queste si tradurranno -ne sono sicuro-  in motivazione ulteriore, a fare meglio. Perché è ovvio che si possa fare meglio, soprattutto nella prevenzione, nella EDUCAZIONE ALLO SPORT.

A tal fine credo che anche l’episodio spiacevole possa diventare un’ opportunità. E tu saprai cogliere benissimo l’occasione per elevare il livello di sensibilità  e responsabilità. Magari in una serata ad hoc, in cui il caso,  pur nella sua valenza negativa,  possa  essere posto all’attenzione delle squadre (e non solo loro), per acquistare una funzione didattica e favorire la presa di coscienza e una risposta condivisa.

Grazie Carlo, comunque, per quello che fai. Grazie ai tanti protagonisti del tuo bellissimo torneo!"   Dino Dolci

 
Giornata difficile PDF Stampa E-mail

Giornata difficile oggi al torneo interetnico, che era iniziato con l'abituale spirito, che vuole andare ben oltre il fair play, ed infatti le prime tre partite si sono giocate nel pieno rispetto e condivisione degli ideali del Trofeo della Pace - non a caso arrivato alla nona edizione - un vero spettacolo di sport, amicizia e integrazione. Avremo modo di commentare nei prossimi giorni questi risultati: All Stars/Tibet 8 a 0; UPF/CMR50 5 a 0 e soprattutto l'attesissimo e bellissimo derby Ecuador/Sudamerica terminato 2 a 0.

Poi sono scese in campo il Marocco e il GMI Milano, che purtroppo nel secondo tempo hanno man mano alzato i toni dello scontro puramente sportivo fino ad arrivare ad una rissa in campo. Naturalmente l'arbitro ha sospeso la partita e il sottoscritto, presente sul posto, ha già annunciato ad entrambe le squadre che il provvedimento che ci riserviamo di adottare, come Comitato Organizzatore, sarà quello drastico della squalifica ed espulsione dal torneo di entrambe le squadre, a prescindere dalle colpe dell'una o dell'altra squadra.

Il regolamento del torneo, pubblicato per intero sul link specifico, dice testualmente: "Art. 9: Il Comitato Organizzatore si riserva di comminare squalifiche in caso di infrazioni di particolare gravità. Inoltre si riserva il diritto di squalificare e allontanare dalla manifestazione coloro, squadre e singoli giocatori, che contravvenendo al presente regolamento e alle norme di comportamento legate ad una condotta moralmente ineccepibile e rigorosamente rispettosa degli avversari e dei giudici di gara, possano turbarne il regolare svolgimento e il suo valore etico, oppure essere di pregiudizio e pericolo a se stessi o agli altri partecipanti."

Non vogliamo assolutamente che il comportamento negativo di alcuni possa pregiudicare il regolare svolgimento della manifestazione e ciò non avverrà, ci dispiace anzi dover dedicare dello spazio a loro piuttosto che alla stragrande maggioranza degli altri giocatori protagonisti, nello stesso tempo non possiamo far finta di niente ed anzi chiediamo scusa a tutte le altre componenti del torneo, al pubblico presente e alla Società Monza Calcio che con fiducia ci ha concesso il Monzello, che è il loro campo di allenamento.

Evidentemente abbiamo ancora molta strada da fare e molte cose da migliorare, speriamo di farcela e comunque ci proveremo. Carlo Chierico.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 3