Percorsi di pace a 360 gradi Stampa

L'abbiamo sempre sostenuto: non solo calcio ma percorsi di pace a 360 gradi, per questo di seguito riportiamo il discorso introduttivo alla veglia interreligiosa di preghiera, alla quale hanno partecipato diversi giocatori del Trofeo della Pace e che si è tenuta a Monza lo scorso 21 settembre, in occasione della giornata internazionale per la pace nel mondo, indetta ufficialmente dalle Nazioni Unite proprio per il 21 settembre di ogni anno.

                               La speranza di ogni generazione è un mondo di pace e unità. Le religioni pongono alla base la ricerca della pace, spesso riconoscono la parola Pace tra i nomi di Dio ed ogni fede pone l'accento sulla sacralità della vita, sulla necessità di rispettare ed amare il prossimo, fino a proclamare il servizio ed in alcuni casi il sacrificio per l'altro come valore supremo, peraltro dimostrato dalla vita dei Fondatori, dei Santi e dei Profeti di tutte le religioni.

“Invece le religioni finiscono sui giornali che contano solo se producono folklore o causano massacri, ma mai allorché fungono da catalizzatrici di speranza. Occorre rompere gli schemi delle persone intruppate nelle rispettive appartenenze, mettere in contatto donne e uomini delle varie religioni o senza religione affinché possano incontrarsi e insieme possano sostenere che non ne possono più di odio e di religioni al servizio dei potenti di turno che spingono i propri aderenti a combattere contro altre donne e uomini di fede diversa. Oggi abbiamo bisogno di educarci a guardare alle nostre differenze non come ad idoli da adorare, ma come arricchimento reciproco verso una nuova umanità.” ( Brunetto Salvarani)

Pregare insieme per la pace potrebbe essere un primo passo verso questa direzione, noi siamo qui insieme stasera per questo scopo. La nostra federazione, la UPF/Universal Peace Federation crede nel valore del singolo individuo come portatore di pace, concediamo anche un attestato di Ambasciatore di Pace, che non è un titolo accademico ma un riconoscimento e uno stimolo a continuare l'azione. Sempre nella consapevolezza che la pace e la prosperità non possono realizzarsi solo attraverso gli sforzi degli uomini, questa è la ragione per cui continuiamo ad insistere che l'ONU ha bisogno di fare passi decisivi per includere Dio nel suo pensare, nel suo decidere e nel suo agire, attraverso un Consiglio Interreligioso presso le Nazioni Unite proposto dal fondatore della UPF Dott. Sun Myung Moon già nel 2000.

Ognuno di noi può essere Ambasciatore di Pace: il comportamento nella famiglia, nell'ambiente di lavoro e nella comunità è fondamentale. La prima questione riguarda proprio la famiglia, i primi apprendimenti sono lì, l'ambiente familiare è decisivo per la crescita dei bambini, futuri uomini e donne della nostra società. Dobbiamo assolutamente fare di più per salvaguardare la famiglia, questo può essere il primo punto di contatto tra le religioni, forse conviene trascurare un poco il dialogo interreligioso, a volte fine a se stesso, e cooperare invece su progetti comuni e concreti a favore della famiglia.

E cosa fare quando il conflitto c'è già? Non si può superare il conflitto, di qualsiasi genere e ad ogni livello, senza iniziare ad ascoltare l'altro con un cuore di perdono e il desiderio di riconciliazione. Naturalmente è più facile convivere se la giustizia, la prosperità e il benessere valgono per tutti, nessuno escluso! E' chiaro che oggi c'è bisogno di un cambiamento, a tutti i livelli e certamente a quelli più elevati, ma come esortava il Mahatma Gandhi “siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nella società”.

Amici di fede e nazionalità diverse, creiamo insieme una nuova cultura di pace, una cultura del cuore, la cultura della famiglia umana. E visto che siamo a Monza, concludo con le parole di uno dei suoi cittadini più illustri, uomo di fede ma anche politico locale, Mons. Talamoni: “tutto è nulla se non è nell'amore di Dio”.  Grazie.  Carlo Chierico