Considerazioni da fuori campo Stampa

Sempre più belle ed intense le esperienze all'ormai “storico” Trofeo della Pace in Brianza. Domenica 29 maggio si è rinnovata la tradizione, che tiene alto lo “spirito” dei calciatori amatoriali del torneo della Federazione per la Pace Universale.

Quello che colpisce di più e' la genuinità, anche nella condivisione dei piccoli conflitti, si perché accadono anche in questo torneo – qualcuno dice che il calcio è lo sport specchio della vita - ma alla fine tutto si risolve al meglio.

Un bell'esempio di vera sportività viene proprio dai giovanissimi della squadra CTP Confalonieri, composta da 10 ragazzi di 7 nazionalità diverse, che frequentano 2 sezioni del CTP Centro Territoriale Permanente, della scuola media Confalonieri, dedicato all'educazione e formazione di giovani e adulti stranieri (vedi sito www.ctpedamonza.it )

Questi ragazzi giocano davvero con entusiasmo, si divertono tantissimo e se poi perdono, come successo domenica, fa niente, un pochino la sfortuna ma molto la bravura degli avversari: gli egiziani erano davvero in gamba e hanno giocato molto bene. La cosa interessante è che sono rimasti ad osservare il successivo incontro tra Italia e Marocco, proprio per capire e imparare a fare meglio in futuro, questo mi ha colpito: molto spesso i giovani ritengono di non dover apprendere niente dagli altri, loro invece hanno osservato la partita con il desiderio di imparare, spero vincano la prossima gara!

Un breve commento anche sulla partita tra la squadra italiana e quella del Marocco, che gioca con la maglia del Centro Islamico di Monza e quindi questi giocatori marocchini sentono di rappresentare l'Islam, impegnandosi, oltre che a vincere, anche ad avere un comportamento all'altezza di un torneo interetnico che si chiama TROFEO DELLA PACE.

La partita era iniziata bene per gli italiani che, dotati di un'ottima tecnica, con un gioco brillante si sono portati presto sul 2 a 0, però man mano che il tempo passava l'Italia subiva la carica agonistica del Marocco e si limitava ad evitare le incursioni in area degli avversari, che a quel punto hanno preso il dominio della partita, subissando di tiri da lontano il portiere italiano, che è riuscito a ridurre i danni con parate spettacolari, ma alla fine il Marocco ha vinto meritatamente 4 a 2. Bello il sentimento dei giocatori, alla fine della partita: oltre a complimentarsi a vicenda, hanno ringraziato l'arbitro per il buon lavoro fatto.

Riflettendo sul pomeriggio trascorso al Centro Sportivo Ambrosini di Monza, nel vedere questi volti di giovani e meno giovani stare insieme e divertirsi con gioia, non ho potuto fare a meno di portare il mio pensiero a Dio, che ha dato ad ognuno di loro tante doti da condividere con gli altri.

Se si ottiene questo grazie al calcio, ben venga, con la speranza che in futuro i calciatori, ma anche gli spettatori e tutti gli appassionati, si rendano conto che lo stare insieme come fratelli, figli dello stesso Dio, è il vero obiettivo, secondo me, di questo stupendo torneo interetnico.   Pierfranco Bolandini.

egitto_e_ctp